Perché e come la droga arrivò in Italia: Operazione Blue Moon

Gli Stati Uniti hanno storicamente esercitato una forte influenza politica, economica e militare su numerosi paesi occidentali, e l’Italia rientra tra questi. Tra gli anni Settanta e Ottanta il nostro paese fu attraversato da una gravissima emergenza sociale: la diffusione dell’eroina. Tra il 1970 e il 1985 si stima che i tossicodipendenti fossero circa 300.000, mentre le morti per overdose raggiunsero numeri drammatici.

Ma come si arrivò a una diffusione così capillare dell’eroina, il cosiddetto “muto assassino”?

Il contesto storico

Per comprendere questo fenomeno è necessario partire dal contesto della Guerra Fredda. L’Italia occupava una posizione strategica all’interno del blocco occidentale: confinava con la Jugoslavia sovietica e ospitava il più grande partito comunista dell’Europa occidentale, il PCI. Per gli Stati Uniti, impedire che il Partito Comunista Italiano arrivasse al governo rappresentava una priorità strategica.

In quegli anni il paese fu attraversato da forti tensioni politiche e sociali, culminate nella cosiddetta strategia della tensione, una stagione caratterizzata da terrorismo, stragi e violenze, su cui numerose sentenze e commissioni parlamentari hanno accertato il coinvolgimento di organizzazioni eversive e di settori deviati degli apparati dello Stato.

Nonostante questo clima di instabilità, il consenso verso il PCI continuava a crescere. Oltre agli strumenti della repressione e della violenza politica sarebbe stata impiegata anche una forma di guerra psicologica, finalizzata a indebolire i movimenti di protesta attraverso la diffusione delle droghe pesanti.

Questa strategia era già stata utilizzata negli Stati Uniti a partire dal 1968, quando la CIA avrebbe infiltrato i propri agenti nei movimenti di protesta (come le Pantere Nere), per diffondere le droghe psicotrope con l’obiettivo di indebolire l’impegno politico dei giovani. Lo scopo era distruggere i movimenti dall’interno, spegnendo la ribellione attraverso la dipendenza.

Lo stesso schema venne applicato in Italia a partire dal 1972 con l’Operazione Blue Moon. Un’operazione sotto copertura messa in atto dai servizi segreti dei paesi del blocco occidentale finalizzata alla diffusione delle droghe pesanti, utilizzate come strumento per neutralizzare l’opposizione politica, limitare la ribellione giovanile ed impedire un eventuale colpo di stato comunista.

Le tappe della diffusione delle droghe

Con una vasta opera di propaganda e un forte allarmismo mediatico, nell’opinione pubblica si diffuse l’idea che la marijuana rappresentasse una grave minaccia. Ciò contribuì a sottovalutare il rischio dell’eroina, che di lì a poco avrebbe invaso le piazze italiane. In quegli anni molti giovani erano alla ricerca di nuovi modelli di vita alternativi e il consumo di droghe si diffuse rapidamente negli ambienti della contestazione. Nacque così, nell’immaginario collettivo, la figura del “capellone”, ragazzi contestatori e tossici.

Nel 1972, con l’inasprimento della normativa sugli stupefacenti e l’aumento dei controlli sulla marijuana, questa sostanza divenne sempre più difficile da reperire. Al suo posto comparve una nuova sostanza che sarebbe stata distribuita gratuitamente: la morfina.

Nel 1973 avvenne una cosa singolare: l’ambasciata americana avvertì i turisti statunitensi in Italia di non accettare pastiglie offerte gratuitamente nelle strade di Roma, sostenendo che queste erano distribuite da infiltrati delle forze dell’ordine.

Nel 1974, aumentarono ulteriormente gli arresti per reati legati alla marijuana e la morfina lasciò il posto all’eroina, destinata a diventare la principale droga presente in Italia. Secondo alcune inchieste giornalistiche, i primi canali di spaccio non erano legati alla criminalità organizzata tradizionale, ma a soggetti collegati ai servizi segreti e a settori deviati delle istituzioni.

Fu così che, nel giro di pochissimi anni le droghe pesanti si diffusero in Italia e distrussero la vita a moltissimi giovani italiani.


“Voi che ci state intervistando non servirà a nessuno e voi lo sapete bene. Cioè quando questa trasmissione verrà messa in onda, alla famigliola davanti al televisore non gliene fregherà niente. Il bambino dirà guarda gli hippy mentre il padre continuerà a mangiare e la madre laverà i piatti. Non servirà a niente non cambierà niente. L’eroina è un monopolio dei fascisti perché mettendo l’eroina sul mercato distruggono tanti giovani che un giorno potrebbero lottare contro questo sistema

Operazione Bluemoon: Eroina di Stato (Rai Storia), https://youtu.be/lPs3XOvOvj8?si=RAIrdZdqBeUNsk